Le Porte di Treviso

Al principio, nel periodo romano, sorgevano dodici o tredici porte che permettevano l’accesso al centro storico trevigiano, ma nel corso del XV° la Repubblica Veneziana ordinò il rafforzamento delle mura e la chiusura di numerose porte per facilitare il controllo delle merci e delle persone che giornalmente arrivavano o partivano da Treviso.

Da allora sono rimaste in piedi solo due porte: Porta San Tommaso e Porta Santi Quaranta.

Porta San Tommaso

Porta San Tommaso fu eretta sotto la podestà di Paolo Nani ai primi del ‘500, in nome dell’Arcivescovo di Canterbury San Tomaso Becket.

Una particolarità che rimarca la differenza tra i ceti sociali dell’epoca: l’arco esterno, rivolto verso le campagne e quindi verso i contadini, riporta la seguente scritta in dialetto veneto “Porta de San Thomaso”; mentre l’arcata interna, rivolta verso il centro e quindi verso l’aristocrazia, riporta la frase latina “Porta Sancti Thomae – Dominus custodiat introitum et exitum tuum”.

Porta Santi Quaranta

Porta Santi Quaranta garantiva come garantisce tutt’ora l’accesso ai visitatori e commercianti provenienti da Ovest (quindi Padova, Vicenza, Castelfranco Veneto).

L’intitolazione ai Quaranta Santi si rifà ad un fatto: quaranta soldati, durante la persecuzione di Licinio in Armenia, rifiutandosi di riconoscere gli idoli furono fatti assiderare e poi bruciare.

Anche nella Porta Santi Quaranta, come nella Porta San Tommaso, sulla facciata  sono presenti numerosi ornamenti che fanno riferimento alla Repubblica Veneziana, come il Leone Veneziano e alcuni simboli araldici.

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